HANNE FRIIS: STRUTTURA E PARADOSSO

Il personaggio di cui parliamo oggi è Hanne Friis, un’artista tessile nata negli anni Settanta ad Oslo, in Norvegia dove ancora vive e lavora.

La sua passione per questa tipologia di arte ha avuto inizio quando si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Trondheim nel 1996, creando le sue prime opere e ricevendo, nel 1998, una borsa di studio per giovani artisti.

Solo pochi anni dopo, Friis ha iniziato a mostrare le sue installazioni in esposizioni di gruppo al Bergen Art Museum, e ha partecipato alla sua prima mostra personale nel 2003 presso la Galleri F15.

 

Hanne Friis, Tre tappeti / biondo, marrone e nero, Galleri F15 – 2003
Collant di seconda mano, cucito a mano

 

Hanne Friis, Textile, Galleri F15 – 2003

 

Hanne Friis, Boa, Galleri F15 – 2003
Calze auto reggenti di seconda mano

 

Hanne Friis, Yellow Mat, guanti in lattice, Galleri F15 – 2003
Hanne Friis, Loose/Løs, schiuma e tessuto, Galleri F15 – 2003

 

Friis costruisce e sfida la tradizione attraverso lavori tattili, fatti a mano e scultorei, facendo uso esclusivamente dell’ago e del filo.

Il suo lavoro ha contribuito ad un crescente interesse per l’arte tessile in Norvegia.

L’artista, infatti, raccoglie il suo materiale da alberi, funghi e piante e colora i tessuti attraverso un lungo processo chimico.

 

Hanne Friis, Will it last? – 2016
Seta, tinta a mano da licheni e sole, cucito a mano

 

Hanne Friis, Metamorphoses – 2015-16
Velluto di seta, tinta a mano da foglie di betulla e di querce e ferro, cucito a mano

 

Hanne Friis, The Juice from the trees – 2015-16
Velluto di seta, tinta a mano da corteccia di betulla, foglie di querce, coni e funghi, cucito a mano

 

Non a caso le sue opere si focalizzano principalmente su due aspetti: il colore e la struttura. Infatti, le sue composizioni sono realizzate con diversi tessuti, creando una vera e propria sensazione di profondità.

Le sue creazioni sono identificabili come grandi paesaggi organici tridimensionali fatti interamente di tessuto.

Alcuni di questi materiali possono essere calze in nylon, guanti di lattice, denim, tele imbianchite e tanto altro, trasformati da diversi tipi di stratificazione; anche se le sue scelte materiali sembrano intenzionali, esse servono puramente come pezzi di puzzle per le sue installazioni create da diversi tipi di tecniche di tessuto, tra cui il cosiddetto “smocking“, una forma di ricamo che si caratterizza per arricciature e cuciture a mano.

 

Hanne Friis, Shades in black and blue – 2014
Jeans riciclato, cucito a mano

 

Hanne Friis, Light Stream – 2013
Tele sbiancate, cucito a mano

 

Queste variegate tecniche aiutano a creare delle installazioni a più livelli, ognuna delle quali è unica e rappresentativa dell’esperienza umana, poiché ogni minimo dettaglio del lavoro viene effettuato manualmente.

La complessità delle sue opere crea un effetto drammatico: è come se ci fosse una presenza fisica nel suo lavoro che offre l’opportunità di instaurare un dialogo diretto e fisico con il materiale stesso.

Da un lato, le sue opere sono molto belle e attraenti dal punto di vista visivo, dall’altro si caratterizzano per un’espressione grezza e di sottile bruttezza.

 

Hanne Friis, The Mass – 2011
Gore-Tex, cucito a mano

 

Nei suoi disegni si liberano degli schemi organici che ricordano la topografia interna ed esterna dell’uomo; infatti, anche se le strutture presentano forme amorfe e distorte, esse sono soddisfacenti ed estremamente precise.

Insomma l’arte di Friis è guidata da paradossi.

 

Fonti:

http://kristinhjellegjerde.com/artists/134-hanne-friis/overview/

https://denadadesign.com/hanne-friis-layered-textile-sculptures/

http://risekult.com/focus-on/hanne-friis-structures-and-paradoxes